Alpa Aikido


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Aikido

L'Aikido si basa su tecniche a mani nude, Taijutsu, tecniche di spada (Bokken), Aikiken e di bastone (Jo), Aikijo.

Ai-ki-do: la via dell'armonizzazione e dell'energia

I concetti base sono: accettare l'attacco, non opporsi, non ferire, guidare senza costringere. Attraverso tecniche di immobilizzazione e di proiezione si sviluppa la circolazione energetica, lo scambio relazionale, la scioltezza, la comprensione reciproca, la salute mentale e fisica.

I Cinque Principi dell'Aikido:

immagine_aikido_02Ikkyo è il sole che sorge e tramonta.

immagine_aikido_03Poi, vista l'esistenza di un cerchio, si ha il centro del cerchio, che è nykkyo.

immagine_aikido_04Quindi questo centro lo si può far ruotare su se stesso e si ha sankyo.

immagine_aikido_05Si ottiene così una sfera, e una sfera, per continuare a vivere, deve avere dell'energia che parte dal centro e si diffonde verso la periferia, e allora si ha yonkyo.

immagine_aikido_06Poi la sfera, dato che possiede dell'energia, si sposta essa stessa attorno al sole e si ha gokyo, che si muove in cinque direzioni contemporaneamente".

Quasi tutte le tecniche di combattimento sono state create a partire dall'osservazione dei movimenti degli animali durante il combattimento. Invece l'Aikido è stato creato a partire dall'osservazione dei diversi elementi naturali e del rapporto esistente tra loro.

In effetti nella natura il conflitto esiste ma è creativo perché è stabile, stabilizzato: il fuoco fa evaporare l'acqua, la terra attira l'acqua, l'acqua erode la terra, la fertilizza, poi ritorna in superficie, il sole ci fa vivere. Quindi si è cercato di apprendere questi movimenti dalla natura e di metterli nel corpo. L'idea è la ricerca della pace.

Certe tecniche possono apparire violente, ma in realtà quello che si cerca è l'equilibrio. Non c'è più violenza, quando un conflitto è stabilizzato. C'è più violenza nel rifiuto del conflitto, che nell'espressione del conflittoo.

(A.Cognard)

Aikiken e Aikijo

immagine_aikiken_01O'Sensei Morihei Ueshiba, maestro nell'arte del Ken (spada) e del Jo (bastone corto) applicò all'uso di queste armi il principio Aiki (armonizzazione dell'energia).
I suoi insegnamenti furono poi sviluppati da Hirokazu Kobayashi Soshu che ha sottolineato l'importanza, per il praticante di Aikido, dello studio delle armi, parallelo e complementare al Taijutsu (tecnica a mani nude).

L'Aikiken è la pratica della spada, che insegna la spiritualità dell'Aikido. L'Aikijo è la pratica del bastone, che permette di imparare le leggi della terra. L'Aikiken si studia con la direzione dello sguardo, associato alla direzione della punta della spada. L'Aikijo è un insegnamento prezioso per lo spostamento del corpo nello spazio.
L'energia espressa nelle tecniche viene utilizzata per controllare l'attaccante e non per colpirlo.

Le tecniche sono state codificate in Kihon, forme che sviluppano sia la destrezza sia la sensibilità nella gestione spazio-temporale dell'azione.

Glossario

Glossario: A - B - C - D - E - F - G - H - I - J - K - L - M - N - O - P - Q - R - S - T - U - V - W - X - Y - Z

I Numeri

Nel Dojo e sul Tatami

Forme di Attacco

A

Ai: esprime un concetto generico d'unione, nel senso più compiuto d'armonia, armonizzazione, affinità, conformità, unificazione
Aite: compagno d'allenamento
Arawareru sekai: il mondo apparente, la fenomenalità
Ashi: piede
Atemi: colpi; nella pratica dell'Aikido sono solo accennati in direzione dei punti vitali del corpo
Ayumi-Ashi: camminata normale, in cui un piede alternativamente supera l'altro
Awase: armonizzazione

B

Bokken: spada di legno per allenamento riproducente una Katana, la spada tradizionale del Samurai rappresenta l'abilità marziale per rendere superfluo il combattimento
Bu-do: discipline marziali, utilizzo della tecnica unito ad un sistema etico di riferimento
Bushi: guerriero, samurai
Bushido: la via del guerriero
Buki: armi

C

Chakra: centri nei quali il ki, opportunamente canalizzato, giungono a risvegliare alcune funzioni sottili
Chòka: poesia lunga di 5, 7, 5, 7, 5, 7, 7 sillabe
Chudan: parte mediana del corpo che comprende l'addome

D

Dan: grado d'apprendimento che riguarda le cinture nere
Do (Michi): via, sentiero. Percorso evolutivo
Dojo: luogo in cui si pratica e si studia la Via

G

Gyaku: invertire; in Aikido Gyaku-hanmi significa che se Uke è in profilo destro, Seme è in profilo sinistro e viceversa
Gedan: parte inferire del corpo comprendente le ginocchia
Gi: abito per l'allenamento nelle arti marziali (ki-mono)

H

Haiku: poesia brevissima di 5, 7, 5 sillabe
Hakama: pantalone largo tradizionale vestito dai praticanti d'Ai Ki Do, Ken Do, Kyu Do, Iai Do e anche dai Maestri d'alcune scuole di jujutsu tradizionale. Nella tradizione parte integrale dell'abbigliamento del Samurai
Hanmi: posizione di guardia
Happo giri: azione di mòvimento nelle Otto direzioni
Hara: la regione addominale, centro vitale dell'uomo
Hara kiri: suicidio per sventramento. Dizione corrente giapponese
Hidari: sinistra, posizione naturale di guardia sinistra
Hiji: gomito
Hishiryo: una coscienza al di là d'ogni pensiero

I

Irimi: azione d'entrata diretta verso l'avversario

J

Ji: fatti, realtà
Ji sekai: il mondo reale, quello che non appare ne scompare non inizia e non finisce
Jo: bastone, arma tradizionale nella pratica dell'Aikido, generalmente lungo 126 cm
Jodan: parte superiore del corpo comprendente il collo e la nuca
Jodori: prendere il bastone
Jutsu: arte

K

Kaesci: girare Kaesci- waza = girare una tecnica
Kannagara: volere divino
Kamae: guardia, postura
Kami: superiore, sono Kami gli antenati divinizzati nella tradizione Giapponese. Kami-Za la zona d'onore nell'ambito del Dojo
Kaiten: movimento rotatorio
Katame-Vaza: tecniche di controllo immobilizzazioni
Keiko geikoj: allenamento
Ken: spada, rappresentazione simbolica dello spirito, di legno per esprimere una volontà pacifica, simbolo di prosperità e felicità
Ken-sen: la linea delle spade, linea dove le energie s'incontrano
Kihon: fondamentale, il comportamento fisico mentale nell'allenamento
KI: energia originale, che consente alla vita di manifestarsi
Ki no musubi: legare le energie
Kime: energia
Kokyu: respirazione, energia respiratoria. respiro dell'universo
Kokyu-Ho: metodo con cui si deve sviluppare l'energia lo spazio e il tempo senza l'utilizzo della forza muscolare
Kokyu Roku: armonia indissolubile della manifestazione. Respiro cosmico
Koshi: parte del corpo che comprende le anche
Kote: dorso della mano
Koto Tama: parola-spirito; mantra
Kuden: segreto, trasmissione dalla bocca del Maestro all'orecchio dell'allievo
Kumitàchi: tecniche d'allenamento a coppie con la spada
Kyoshi: ritmo
Kyu: gradi degli allievi. Dal 9° per i bambini o 6° per gli adulti fino al 1°

M

Ma-ai: distanza
Mae: avanti
Mae-Geri: colpo con piede
Meguri: predeterminare con il corpo lo spazio della relazione
Misogi: purificazione
Moku roku: certificazione della trasmissione tecnica. Il documento anticamente un rotolo contenente le tecniche
Mokuso: postura adottata durante la meditazione Zen
Mu sha shugyo: l'allenamento intenso di chi cerca, in ogni modo, la Via
Mushotoku: senza intenzioni, preconcetti e pensieri. La non ricerca del conseguimento

N

Nage-Waza: tecniche di proiezione
Nidan: secondo Dan

O

Obi: cintura
Omote: avanti positivo
O sensei: Grande maestro; per estensione, il Fondatore

R

Rei: saluto
Ri: verità
Ri Ai: congruenza delle verità
Riitzu-rei: inchino da eseguire in piedi per salutarsi
Rònin: Samurai senza padrone

S

Sabaki: movimento
Samurai: guerriero, membro della classe militare nell'età feudale del Giappone
Sandan: terzo Dan
Satori: illuminazione
Sei-Za: posizione di riposo in ginocchio con i glutei tra i talloni
Sensei: maestro di pratica, lett. nato prima
Seppuku: suicidio per sventramento
Shihan: Maestro di grado elevato
Shin: il cuore, l'anima, lo spirito, l'intuizione
Shinto: religione originaria del Giappone letteralmente: la via degli Spiriti
Shizen-Hon-Tai: posizione naturale di base
Shodan: cintura nera 1 Dan
Shomen-Uchi: attacco frontale dall'alto
Soto: esterno
Suwari: seduti
Suwari-waza: tecniche effettuate in ginocchio

T

Tai: corpo
Tai-Sabaki: movimenti,spostamenti
Taiso: ginnastica (nella nostra scuola aiki taiso: ginnastica dell'essere corpo-spirito)
Tanden: centro vitale
Tanintsu kakari: attacco multiplo
Tanka: poesia breve di 5, 7, 5, 7, 7 sillabe
Tanto: coltello
Tatami: materassini d'allenamento che permettono l'assorbimento delle cadute
Te: mano
Tekubi: polso
Tenkan: movimento di Taisabaki spostamento che, partendo dalle anche con i piedi che si spostano in un circuito rotatorio
Tori: colui che esegue le tecniche
Tsugi-Ashi: piede seguito; movimento dei piedi in cui il piede posteriore non sorpassa mai l'anteriore
Tsuki: colpo diretto frontale; può essere eseguito con un pugno, con il Ken o con il Jo

U

Uchi: interno
Uchideshi: discepolo diretto
Uchi kai ten: tecnica da eseguire con movimento rotatorio all'interno
Ude: braccio
Ukemi: cadute
Ukemi-Waza: tecniche di caduta. mai-ukemi, caduta in avanti
ushiro-ukemi: caduta indietro; yo-ko-ukemi, caduta laterale
Ura: rovesciare, opposto, negativo
Ushiro: dietro, indietro. Ushiro-ukemi, caduta indietro
Ushiro-waza: tecniche di difesa contro un attacco da dietro

Y

Yamè: Stop, tornare al punto di partenza
Yoko: lato
Yokomen: fendente obliquo- laterale
Yokomen-uchi: fendente laterale che va a colpire la tempia
Yoshi: buono

W

Waza: tecniche
Waca-sensei: giovane maestro

Z

Zan-Shin: qui e ora corretto atteggiamento mentale di fronte a qualsiasi evento
Za-Zen: metodo di meditazione rimanendo seduti, di fronte ad un muro bianco
Zen: concentrazione meditazione senza oggetto, ritorno allo spirito originario e puro dell'essere
Zori: sandali di paglia intrecciata

Numeri:

1 . Ichi

2 . Ni

3 . San

4 . Shi o Yon

5 . Go

6 . Roku

7 . Shichi

8 . Hachi

9 . Ku

10. Ju


11. Ju-ichi

12. Ju-ni

13. ju-san

14. ju-shi

15. ju-go

16. Ju-roku i

17. Ju-shichi

18. Ju-hachi

19. Ju-ku

20. Ni-ju


21. Ni-ju-ichi

22. Ni-ju-ni

23. Ni-ju san

30. San-ju

31. San-ju-ichi

32. San-ju-n

32. San-ju-ni

38. San-ju-hachi

49. Shi-ju-ku

50. Go-ju

Nel Dojo e sul Tatami:

All'inizio della lezione, l'Insegnante:

Mokuso - Meditazione

Mokuso yame - Smettere: yame da yameru fermare

Shomen ni rei - Saluto al Kamiza

O negai shimasu - Desidererei che facciate una buona pratica

Gli Allievi:

O negai itashimasu - Noi desideriamo ricevere una buona pratica desideriamo praticare bene

L'Insegnante:

Tatte kudusai - Alzatevi

Shin kokiu - Grande respirazione

Alla fine della lezione, l'Insegnante:

Seiretsu / Shite kudasai - Vogliate fare un allenamento corretto

Arigato gozaimashiita - Vi ringrazio per quello che è stato fatto

Gli Allievi:

Domo arigato Gozaimashiita - Come sopra, con una sfumatura di cortesia verso l'insegnante.

Waza - Tecnica, tre forme differenti di pratica:
    1. Tachi Waza (tatsu=essere in piedi) - due partner o più di due,lavorano in piedi;
    2. Hanmi hantachi waza - chi esegue le tecniche in ginocchio,chi le subisce in piedi;
    3. Suwari waza (suwaru=sedersi) - tutti i praticanti sono in ginocchio.
Posizioni nel Dojo:

Kamiza:

Est - Muro dei kami, degli dei. L'est è il lato del sol levante, il momento in cui il sole possiede il massimo potenziale, ìl momento massimo della energia Yang. Solamente l'insegnante siede al Kamiza;

Joseki

Sud - Lato per gli Ospiti d'onore, di rango superiore all'insegnante che conduce la lezione, o per gli assistenti, se invitati;

Shimoza

Nord - Dove si siedono gli allievi;

Shimoza

Ovest - Lato degli invitati.

Forme di Attacco:

Kogeki-ho - Le forme di attacco.

Katate kogeki-ho - Attacco con una sola mano.

Aihanmi katate dorì - Sullo stesso profilo, presa ad una mano.

Gyakuhanmi katate dori - Sul profilo contrario, presa ad una mano.

Kata dori - Presa ad una spalla.

Munedori - Presa al petto.

Sode dori - Presa alla manica.

Hìji dori - Presa al gomito.

Atemi - (ateru=inviare qualcosa, mi=corpo) Colpire.

Shomen uchi - (sho=qualcosa che viene dall'alto; men=testa; uchi dal verbo utsu=colpire).

Yokomen uchi - (yoko=di lato).

Tsuki - Colpo diretto frontale può essere eseguito con pugno, Jo e Bokken, a diverse altezze: Jodan parte superiore del corpo, Chudan al plesso solare,Gedan colpo verso il basso.

Ryote kogeki-ho - Attacco con due mani.

Katate ryote dori - Presa da un solo lato con due mani.

Ryote dori - Presa alle due mani.

Ryo sode dori - Presa alle due maniche.

Ryo kata dori - Presa alle due spalle (kata = spalla).

Ushiro katate kogeki-ho - Tecniche di difesa da una attacco da dietro.

Ushiro katate eri dori - Attacco da dietro e con una sola mano al collo.

Ushito ryote kogeki-ho - Attacco da dietro con due mani.

Ushiro ryote dori - Presa alle due mani.

Ushiro ryo sode dori - Presa alle due maniche.

Ushiro ryo kata dori - Presa alle due spalle.

Uschiro katate dori kubi shime - Da dietro presa ad una mano ed al collo in strangolamento.

Geri - Colpo con piede, calcio.

Mae geri - Calcio verso l'avanti - jodan, chudan, gedan.

Yoko geri - Calcio laterale.

Mawashi geri - Calcio in rotazione.

Ushiro geri - Calcio all'indietro.

Ura mawashi geri - Calcio circolare rovesciato.

Come chiedere l'hakama:

Hakama o negai itashimasu - Hakama, per favore.

Domo arigato gozaimasu - Ringraziamento, quando la si riceve.

Domo arigato gozaimashita - Ringraziamento, quando la si ritorna.

Quando si mangia:

Seiza shite (Kudasai) - Seiza (per favore).

Itada kimasu - Buon appetito.

Gochiso sama Deshìta - Vi ringrazio per l'eccellente pasto che mi è stato offerto.


Aikishintaiso

immagine_aikitaiso_1L'Aikishintaiso, letteralmente "ginnastica" del corpo e dello spirito, è la pratica interna dell'Aikido sviluppata da Hirokazu Kobayashi Soshu e proseguita dal Maestro André Cognard. Le sue tecniche sono una sintesi dei principi creati da O'Sensei Morihei Ueshiba, fondatore dell'Aikido moderno, e di alcune pratiche tradizionali giapponesi (Shintoismo, Zen, Shiatsu, Sumo, Danza Buto, Teatro No).

Attraverso movimenti, camminate, posture e meditazione, l'Aikishintaiso permette di percepire i limiti, le tensioni (aperture o chiusure) del proprio corpo, aumentandone e raffinandone la disponibilità, la sensibilità e l'intuizione, e di gestire meglio il proprio potenziale fisico, energetico e mentale.

immagine_aikitaiso_02L'Aikishintaiso si richiama a una concezione olistica propria della Medicina Tradizionale Cinese (memorie ed emozioni "connaturate" a organi e visceri, anime corporali, esistenza di canali di conduzione dell'energia).

Letture

All'insegnamento della pratica di Aikido il Maestro Anrdré Cognard unisce una prolifica attività di scrittore. Di seguito solo alcune delle sue opere pubblicate:


vivere_senza_nemicoVivere Senza Nemico

In questo libro il maestro di Aikido parla delle arti marziali tradizionali d’Oriente, ma soprattutto c’insegna che è possibile “vivere senza nemico”.

Per chiarire meglio il suo punto di vista, l’autore si sofferma in particolare sugli aspetti che riguardano i rapporti interpersonali e i conflitti che inevitabilmente nascono in queste relazioni. André Cognard lancia un messaggio: è possibile “vivere senza nemico”, ma per raggiungere questo obiettivo attraverso le arti marziali bisogna essere consapevoli che esse si sono evolute e continuano a evolversi.

André Cognard, spiegando le parole cardine delle arti marziali, c’insegna che per vivere senza nemico bisogna imparare a servire ed essere liberi, a rispettare, riconoscere, accettare, ringraziare e amare.

Vivere Senza Nemico
André Cognard - Varianti, 2011

libro_01Aikido. Il corpo filosofo

Il corpo è "filosofo" e, se opportunamente interrogato, può far accedere la coscienza alla sua molteplicità interiore, punto di partenza per sperimentare e accrescere l'identità, la tolleranza, il piacere e l'accettazione dell'altro in sé, che è una delle risposte dell'aikido alla violenza del conflitto.
Il lavoro con la spada (aikiken) modifica profondamente le percezioni sensoriali e quindi la nostra visione del mondo, autorizzando la conoscenza dell'io profondo.

Aikido. Il corpo filosofo
André Cognard - Luni Editrice, 1999

libro_02Aikido. Il corpo cosciente

In questo testo l'autore descrive le immobilizzazioni e le proiezioni dell'Aikido di Kobayashi Hirokazu Sochu. L'esposizione tecnica è conclusa dal kokyu-ho, una pratica che agisce sulla mobilità della coscienza del corpo e dell'energia interiore. Vengono inoltre messi in luce i collegamenti dell'Aikido e dell'Aikitaiso con discipline millenarie, quali lo shiatsu e l'agopuntura.

Aikido. Il corpo cosciente
André Cognard - Luni Editrice, 1997

libro_03

Piccolo Manuale d' Aikido

Andrè Cognard - Centon éditions, 2005

Bambini e Aikido

immagine_bambini_02Come per l'adulto, per il bambino praticare è entrare in uno spazio nuovo dove fare nuove scoperte. Attraverso questa pratica marziale non competitiva trova dei mezzi per scoprire se stesso.

L'attenzione allo spazio (dojo), all'altro (partner), alla tecnica (Aikido) e a se stesso (il proprio corpo) avvicina il bambino a nozioni quali la vigilanza, la dinamica, lo sguardo aperto, la scioltezza, la tonicità, la regola, l'etica, la tradizione, l'efficacia, il piacere…
Il bambino sviluppa così con l'altro e con se stesso un rapporto di fiducia e senza paura. Impara a cadere, a volare e a godere dei propri progressi.

Il passaggio di grado segna l'evoluzione tecnica e personale dell'allievo, riconosce un livello e dà indicazioni per il proseguimento della pratica.
La nostra scuola propone l'Aikido ai bambini dai 7 anni in avanti.

Il corpo nella società moderna

"dal corpo oggetto al corpo soggetto"

immagine_bambini_03Nella  nostra epoca ci si occupa molto dello sviluppo del bambino nelle forme più diverse: dalle esperienze psicomotorie per i più“piccoli”ai giochi educativi e di cooperazione,fino ai giochi interattivi per i più grandi,oltre alle attività artistiche e sportive. Tutto   questo patrimonio è a disposizione dei bambini ma soprattutto dei genitori,che sembrano spesso essere più preoccupati di rendere la propria progenie capace di  performance intellettuali e sportive che dimostrino la loro intelligenza,la prontezza e le capacità attitudinali nelle più disparate discipline spesso a scapito dell’essenziale : l’essere e l’identità profonda. Così a poco a poco i nostri figli diventano dei meri  consumatori avulsi dal proprio stesso essere.

Già nell’infanzia e ancor più nell’adolescenza, i ragazzi subiscono le pesanti pressioni delle mode generazionali e negli oggetti di consumo,  legate all’elaborazione di un’identità e di un’appartenenza.
Non è più il corpo per se stesso ma per l’immagine da dare, da apparire.
E’ il corpo portato all’estremo, che nello sprezzo del pericolo cerca i propri limiti e i propri rituali……fino a che punto ?
La  pubblicità e i media giocano pesantemente sull’identità dei giovani e degli adolescenti abbinando i prodotti da vendere a immagini trasgressive e accattivanti che per esempio promuovono modelli di femminilità seducente in prodotti destinati a ragazzine pre-adolescenti.
Anche gli adulti sembrano aver abdicato al loro ruolo di educatori e di guida,tuttavia il corpo è il “primo luogo” in cui si vive,la prima manifestazione della propria esistenza,è il luogo in cui  si costruiscono l’identità  e la stima di se stessi,dove si elaborano gli strumenti dello scambio,della relazione,del rispetto e della coscienza dell’‘alterità. E’ fondamentale poter proporre ai nostri figli una pratica,una disciplina sportiva o artistica nella quale l’applicazione tecnica,didattica e pedagogica non sia in contraddizione con i loro bisogni legati alla crescita

Quando un bambino scopre il movimento e la gestualità dell’Aikido, resta sempre un può stupito…… nella meraviglia di aver trovato questa forma di espressione.
Scopre che può utilizzare il corpo in un modo diverso,che non ha niente da provare o da affermare nell’opposizione e nel contrasto……. sembra fare un’ esperienza nuova e diversa.

Nell’ insegnamento tradizionale delle arti marziali e in particolare nell’ Aikido,la parola viene utilizzata poco.
Un volta impostati il  rituale e le regole, è il gesto insegnato dal “maestro all’ allievo” che importa e il percorso di scoperta corporea che ne consegue.
La tecnica di Aikido si elabora e si costruisce grazie all’accettazione dell’ incontro e dello scambio con l’altro.
Sembra ovvio ma senza compagno di pratica (e non avversario), non c’è Aikido possibile!
“ ho bisogno dell’altro,l’altro ha bisogno di me”.
Ecco una delle prime esperienze…e  già questa cambia il nostro sguardo sulle relazioni e sul mondo.
L’Aikido permette la scoperta del proprio corpo attraverso scambi tecnici “a doppio senso”: il bambino a volte è “uke”,a volte “seme”.Ciò significa che agisce e che si lascia agire.
E’ attore dell’ azione e subisce l’azione dell’ altro. A volte passivo,a volte attivo: l’esperienza permette d’integrare la tecnica  secondo due modi comportamentali ben distinti e due scambi relazionali.

Al livello motorio e fisico,il ruolo di “seme”( quello che agisce) suppone un’azione determinata e un tono muscolare nell’ impostazione del corpo e degli spostamenti .Il ruolo di “uke” necessità del” lasciarsi agire” ( ciò non significa pertanto diventare l’oggetto dell’altro…).E’ un tempo di rilasciamento del corpo,di non-forza e un lasciare fare durante il quale le tensioni fisiche e psichiche si cancellano.

Al livello relazionale,l’intercambiabilità presuppone un rapporto di reciproca fiducia  e  rispetto.

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